Olio e vino, Evo-lutions – 4° livello

Si naviga a vista, ma è qui che sta l’emozione di questo viaggio sensoriale tra olio e vino. Per fortuna non siamo naufraghi in un mare sconosciuto, e quindi le sorprese, anche quelle negative, non sono delusioni. E subito s’accende la curiosità di cambiare gli attori in scena, che siano essi oli oppure vini, in cerca della prossima sfida organolettica, senza paura di restare – com’è che si dice? – con l’amaro in bocca. Per la prossima “avventura”, allora, l’idea è quella di abbinare agli stessi vini utilizzati in Evo-Lutions 3, sempre un Evo dell’annata 2019/2020, ma dal fruttato intenso invece che medio. Sara questo olio il protagonista di Evo-Lutions 4.

Ed ecco i risultati della terza prova

olio e vino

Olio fruttato medio da cultivar Peranzana 2019/2020 abbinato a un Franciacorta Blanc De Blancs (Lombardia), Chardonnay del Trentino, un rosato da Nerello mascalese (Sicilia) e, come rosso, a una Freisa (Piemonte).

Bollicina voto 6+/10: abbinamento più che positivo. C’è un momento di integrazione tra i lieviti del vino e i sentori di frutta secca dell’olio. Questo Franciacorta sovrasta, ma nel finale la bocca è pulita e gradevole.

Bianco voto 6+/10: abbinamento più che sufficiente. L’olio di nuovo cede il passo al vino e ne amplifica i sentori fruttati, addolcendoli. La bocca è piacevole, chiude in maniera persistente sulle note dello Chardonnay.

Rosato voto 6/10: abbinamento sufficiente. La spinta verticale del vino sembra per un attimo interagire con l’olio ma lascia una bocca in cerca di salivazione. Da questo incontro tra Nerello mascalese e Peranzana è il vino a rimetterci.

Rosso voto 5+/10: abbinamento che non entusiasma. Il vino è tagliente, nonostante sia una bottiglia del 2016. È un incontro-scontro: con questo olio c’è un istante di verticalità e piacevolezza, subito smorzato da un senso di “asciutto”, derivante dal connubio di nota amara e frutta secca della Peranzana associata al carattere energico della Freisa.

Suggestioni:

olio e vino

questi quattro voti, a cavallo della sufficienza, confermano l’idea che c’eravamo fatti con la precedente prova. L’olio dell’annata 2019/2020, avendo nel caso di questa Peranzana smussato le sue caratteristiche più spigolose, si lascia abbinare più facilmente forse proprio perché tende a cedere il passo ai vini scelti, dando a seconda dei casi, contributi positivi o negativi all’esame organolettico.

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